Orba (F) ~ Orbo (M)
Categorie: Disabilità, Salute
Inclusivo
Da usare con attenzione
Ostile
Definizione
Termine oggi considerato superato e potenzialmente offensivo. In origine indicava una persona priva di un occhio o con una disabilità visiva, ma deriva dal latino orbus (“privo”, “mancante”) e porta con sé una visione riduttiva della persona, definita a partire da ciò che non ha, anziché da ciò che è. Questo modo di nominare riflette una concezione della disabilità come mancanza o deficit, che nel tempo ha contribuito a costruire stereotipi e gerarchie implicite tra corpi e capacità considerate “normali” e altre ritenute incomplete. Per questo motivo, nel linguaggio rispettoso e inclusivo si preferiscono espressioni come persona cieca o persona con disabilità visiva, scegliendo formule che mettono al centro la persona e non la sua presunta carenza. Il termine compare anche in usi figurati e in modi di dire tradizionali, come “nel paese dei ciechi, l’orbo è re”. Queste espressioni testimoniano una lunga tradizione culturale in cui la disabilità è stata usata come metafora negativa o come strumento retorico per parlare di ignoranza, inferiorità o mediocrità. Riconoscere questo meccanismo non significa censurare la lingua, ma diventare consapevoli del suo peso simbolico. Un linguaggio più attento nasce proprio da qui: dalla scelta di parole che non riducono, non semplificano e non trasformano le differenze in mancanze.

