Manel
Categorie: LGBTQIA+, Genere
Inclusivo
Da usare con attenzione
Ostile
Definizione
Con il termine manel si indica un panel, una tavola rotonda o un evento pubblico in cui tutte le persone chiamate a intervenire sono uomini. La parola nasce dalla fusione di man e panel e serve a rendere visibile qualcosa che per molto tempo è passato come normale: l’assenza sistematica di voci femminili e di altre identità di genere dagli spazi di parola pubblica.
I manel non esistono perché “non ci sono donne competenti”, ma perché si continua a pescare sempre dagli stessi giri, che a loro volta sono già fortemente sbilanciati sul piano di genere. Le reti professionali, i percorsi di carriera e i meccanismi di visibilità pubblica hanno favorito per decenni soprattutto figure maschili, e questo fa sì che, quando si cerca “un esperto”, il primo volto che viene in mente sia quasi sempre un uomo. Così si finisce per riprodurre un’immagine distorta della competenza, come se l’autorevolezza avesse un genere predefinito.
Il problema non è solo simbolico. Quando certi temi vengono discussi sempre da uomini, si restringe il punto di vista, si perde complessità e si manda un messaggio implicito su chi abbia diritto di parola e chi no. Per le persone tagliate fuori, questo può tradursi in minori opportunità, meno visibilità e una sensazione costante di non essere pienamente legittimate a intervenire nello spazio pubblico.
Evitare un manel non significa scegliere relatori “per quota”, ma allargare davvero lo sguardo: cercare attivamente competenze diverse, uscire dalle solite cerchie, interrogarsi su chi manchi al tavolo prima di chiedersi chi invitare. Un panel equilibrato non è un favore a qualcuno: è un servizio alla qualità della conversazione. Perché più voci entrano in dialogo, più il racconto del mondo diventa fedele alla realtà.

